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    June 23

    rabbia

    Vorrei esprimere la mia rabbia,

    vorrei urlare, picchiare, rompere,

    vorrei fregarmene, fottermene,

    di chi, di come e di quando,

    vorrei esprimere me stesso,

    senza giudizi, senza vincoli e senza imposizioni.

     

    Rabbia, è quello che provo

    quando penso a ciò che sono

    e a ciò che mi sento di essere

     mi agito al suono

    della musica che esprime la rabbia

    che io non riesco a tirar fuori.

     

     

    Rabbia è ciò che esploderà in me

    quando la misura sarà colma

    del vuoto in cui vivo e non esisto,

    Rabbia è ciò che ci vuole

    per intuire la differenza tra chi pensa di essere

    e chi se ne fotte.

    June 16

    giò, ale e forse anke gle: sentite questa, nn l'ho inventata, è un dato scientifico

    Esiste ancora molta confusione fra Amore e Dipendenza Affettiva. Alcuni operatori del settore, infatti, confondono il “Troppo Amore” con la “Dipendenza Affettiva”, con l’inevitabile conseguenza di attribuire la disfunzione dell’amare troppo solamente al mondo femminile: le donne che amano troppo!

    Insicure e bisognose di conferme, queste donne vivono nella dipendenza d’amore affidando ad altri il compito di renderle felici, relegano la loro felicità ad un altro che le gratifichi, che le faccia sentire adeguate ed importanti.

    Le Donne che amano troppo sono attratte dall’Uomo in fuga. Un Uomo spaventato dall’intimità, che non deve mai chiedere, che non mostra i suoi sentimenti e cerca solo un modo per non coinvolgersi più di tanto… Un uomo caratterizzato dal fascino delle false e vuote promesse di sicurezza, di sollievo e di realizzazione.

    In realtà queste donne non solo non amano troppo, ma non riescono ad aprirsi all’amore.

    Secondo la nostra filosofia l’Amore è inteso come cura e Libertà, mentre la dipendenza affettiva, invece, è collegata alla paura della libertà.

    Per tanto non è il troppo amore a creare disagio, ma l’esatto opposto: l’incapacità ad amare e la necessità di rimanere attaccati ad una presunta sicurezza.

    In forza a questa considerazione, è la difficoltà ad aprirsi all’Amore che crea disagio e non il troppo amore.

    La sofferenza è quindi causata dalla continua tensione, dalla resistenza generata dalla paura di aprirsi all’amore da una parte e, dall’altra, dalla forza stessa dell’amore che per sua natura ci spinge verso un’ineluttabile apertura al mondo e all’altro.

    Quest’equilibrio c’imprigiona in una posizione di stallo, dalla quale non sempre riusciamo a liberarci, e più vogliamo liberarcene e meno ci riusciamo.

    Occorre imparare a “lasciar andare”…

    Il dipendente affettivo, quanto l’antidipendente, non riesce a vivere un rapporto armonico di coppia, rimangono entrambi bloccati in una situazione di vincolo, in una dinamica di dipendenza che impedisce loro di vivere l’Amore stesso come libertà e spontaneità, priva di sensi di colpa, ogni volta che dicono “no” all’altro per dire “sì” a se stessi.

    Ovviamente, il dipendente affettivo non sarà solamente donna, come l’antidipendente non sarà sempre uomo. Contrariamente ad altre correnti di pensiero ancora diffuse che attribuiscono il problema della dipendenza affettiva solamente alle cosiddette “donne che amano troppo”, noi crediamo ci siano molti uomini dipendenti affettivi. La differenza è nel livello di consapevolezza che questi ne hanno e nella difficoltà ad accertarla, per via della copertura dei valori sociali che tendono a preservare un modello d’uomo sicuro e protettivo.

    Il nostro modello teorico inoltre si distingue per l’introduzione del principio di CORRESPONSABILITA’ secondo cui è il dipendente affettivo a cercarsi un antidipendente e viceversa per sperimentare il non-amore, esplorarlo e forse superarlo.

    Questa visione, oltre a dare responsabilità, permette di individuare un cammino verso la scoperta dell’amore che oltre ad essere inteso come libertà, è vissuto soprattutto come responsabilità. Scelgo di amare l’altro e abbraccio ogni mia ombra e fragilità, prendendomi cura io stesso del mio “bambino interiore” e sanando, con ancora più amore, le mie ferite, senza aspettare l’altro!…

    June 04

    Poesia presa dal blog della mia amica Gaia

    Perdonami.

    Perdonami se non riesco a starti vicino.

    Perdonami se non so darti abbastanza conforto.

    Perdonami se le mie parole non ti raggiungono.

    Perdonami se non sono mai sufficentemente vicino al tuo cuore.

    Perdonami se non riesco più a farti ridere.

    Perdonami se non riesco più a capire quando devo o non devo scherzare.

    Perdonami se piango spesso per te.

    Perdonami se sono solo un peso.

    Non avrei voluto esserti così pesante, un inutile peso che ti sovraccarica il cuore, già troppo appesantito di suo, così complicato, così difficile, così irraggiungibile per me, non penso che tu riesca a vedere che sto cercando di tenderti la mano per sentirmi untile. Ma più tento di avvicinarmi, più sembra che il mio tentativo di aiutarti voli via portato lontano dal vento.

    Scusa se non riesco mai a darti quello di cui hai bisogno.